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18-Villa Badoer
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VILLE


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Badoer - Patrimonio UNESCO

Villa Badoer ha corpo centrale con loggia ionica e scalinate; ai lati due porticati disposti ad esedra. All'interno ci sono affreschi di Giallo Fiorentino. Progettata da Andrea Palladio, la "Badoera" è la più famosa delle ville venete, unico esempio di un sistema giunto a noi di villa con colonnati ad anfiteatro. La sopraelevazione dell'argine del fiume ha modificato la visuale prospettica della villa. Scalinate, atrio e scala centrale formano un unico organismo di grande rilevanza architettonica. Fu costruita intorno al 1556 e solo poche aggiunte sono del '700.

A tutt’oggi villa Badoer, nota come la Badoera, è l’elemento caratterizzante del piccolo centro polesano di Fratta Polesine - ricco di importanti strutture architettoniche e di storia.

Chi arriva qui rimane piacevolmente colpito quando si trova di fronte a Villa Badoer, inserita nel contesto del paese, armonizzata con l'ambiente circostante e da questo valorizzata. Il complesso di Fratta Polesine costituisce infatti un unicum di straordinario valore nelle sue architetture, nei suoi giardini, nel tracciato del recinto murario, nel rapporto con il paesaggio agrario. Un vero e proprio gioiello, una delle ville più prestigiose del Veneto, riportata al suo originario splendore da un sapiente restauro che oggi consente ai visitatori di godere di una esperienza culturale di alto livello.

Questo perché è la prima villa in cui il grande architetto padovano Andrea Palladio, uno dei massimi architetti italiani del '500, utilizzò pienamente un pronao con frontone in facciata, e l'unica realizzata in territorio polesano; è stata inserita, insieme alle altre ville palladiane del Veneto, nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Il complesso architettonico di Villa Badoer fu progettato e realizzato da Andrea Palladio su commissione del nobile veneziano Francesco Badoer. Costruito e certamente abitato nel 1556, era destinato a diventare il baricentro della vasta tenuta agricola ricevuta in eredità dalla moglie Lucietta Loredan, alla morte del fratello sei anni prima e segno visibile della presenza dei Badoer sul territorio.

Lo stemma di alleanza tra le due famiglie nella decorazione pittorica resta a testimonianza del sodalizio Badoer-Loredan, presupposto alla costruzione della villa, eretta nel luogo ove originariamente si trovava un antico castello.
Molto evidente è il rapporto tra la Villa e il suo paesaggio, rapporto enfatizzato da Andrea Palladio con l'elevazione della Villa su un basamento di “cinque piedi”: dal lungo salone principale lo sguardo può ancor oggi scorrere sul paesaggio dei campi e vecchi cascinali.

L’imponente facciata del corpo centrale, destinato a residenza dei nobili proprietari, presenta una loggia d’ordine ionico dalla quale si accede, attraverso una scenografica scalinata a più rampe, al giardino anteriore e alle barchesse. Le colonne reggono un grande frontone triangolare che rende la parte centrale più imponente rispetto ai fianchi. L’elegante struttura ad emiciclo dei portici, posti a schermare le barchesse annesse alla villa, le uniche concretamente realizzate dal Palladio fra le molte progettate, suggerisce l’immagine di braccia aperte, pronte ad accogliere i visitatori. Oltre al piano nobile adibito ad abitazione del padrone, la villa presenta il piano interrato per gli ambienti di servizio, e il sottotetto adibito a granaio.

Prestigioso l’interno. Le pareti delle sale del piano nobile e del pronao sono coperte dagli affreschi del Giallo Fiorentino e rappresentano scene pastorali, grottesche e allegorie mitologiche dai significati ancora oscuri. Tuttavia le indicazioni degli studiosi le inquadrano nell’ambito delle celebrazioni dei legami di amicizia tra le famiglie dei Badoer e dei Loredan, in particolare tra Francesco Badoer e Giorgio Loredan.

Grazie al restauro effettuato, la Villa è ritornata ad essere luogo vivo, centro di innumerevoli attività culturali, splendido teatro per mostre, convegni, eventi e spettacoli.

Inoltre, la barchessa settentrionale della villa ospita il Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine, che conserva in particolare importanti reperti riguardanti la vita, le attività artigianali e commerciali del villaggio di Frattesina, che si trovava presso la sponda di un antico ramo del Po (XII-X secolo a.C.).
 

IL GIARDINO

Il Giardino esisteva probabilmente già all'epoca palladiana e viene ricordato nel Seicento ornato da vasi di agrumi posti su basamenti in pietra e lungo i muri di una peschiera.
Il progetto dell'attuale giardino privilegia la fase storica in cui la Villa è stata realizzata e sottolinea alcuni aspetti fondamentali quali il rapporto con il paesaggio e le relazioni compositive con l'architettura da cui prende regole formali.


Il Giardino Anteriore
Elemento storico di riferimento per il disegno sono stati il fronte della villa e il ritmo degli emicicli delle due Barchesse dominate dalla presenza di due esemplari di vecchie magnolie (2).

Le aree a prato che circondano le fontane con statue (1) sono state ridefinite fino a formare due quadrati d'erba regolari delimitati da percorsi di ciottoli e trachite.


Il Giardino posteriore
I giardini segreti (3) sono spazi destinati alle fioriture e alle collezioni botaniche, prediligendo l'uso di specie e varietà usate nei giardini del periodo cinque-seicentesco.

Le scelte specifiche si rifanno a quanto scrive il botanico veronese Francesco Pona nel libro Il paradiso de' fior, overo lo archetipo de' giardini (Verona 1622), in cui viene descritto il gusto dell'epoca dei fiori rari e particolari, per forma, profumo, colore.

La composizione botanica dei due giardini ha previsto l'inserimento di arbusti sempreverdi e di medio sviluppo che mantengano la parte aerea anche nei mesi invernali, accostati a piante bulbose ed erbacee perenni che diano fioriture e colore in modo scalare durante l'arco dell'anno, da primavera ad autunno inoltrato.
Per contenere le operazioni di manutenzione dalle erbe infestanti, a sostituzione della pacciamatura in corteccia, è stata prevista la piantagione di diverse piante tappezzanti dalla foglia perenne e dalla tessitura fitta, come il Carastium tomentosum o il Thymus serpyllum.

Oltrepassando il recinto dei due giardini segreti, costituito da una siepe di Buxus semper virens (4), si giunge nell'area retrostante pensata come uno spazio geometrico connotato da una grande orizzontalità e da un uso misurato del colore, privilegiando i piani e i percorsi a prato, differenziati soltanto da un'altezza diversa dell'erba.
Tre sono gli assi prospettici principali: quello centrale (5), a sottolineare lo storico asse di allineamento della villa e la relazione con il paesaggio, e i due laterali che inquadrano le due edicole palladiane (6). Le lunghe prospettive sono segnate da dritte fasce rettangolari a prato, mentre gli scomparti principali a doppia crociera sono delimitati da una cordonata in pietra d'Istria e da una bordura di Berberis thumbergii. Al loro interno il prato è lasciato crescere liberamente.


La canaletta
E' un segno che testimonia il passaggio del giardino nel paesaggio agrario.
Il progetto ha ridefinito il bordo della canaletta di modo che il rapporto con la zona ad erba e la presenza dell'acqua che scorre siano evidenti (8).

Alla conclusione della raccolta delle indagini storiche preliminari il dato più interessante è stato quello relativo alla presenza di una peschiera in muratura già citata alla metà del 1600. Gli scavi di sondaggio hanno riportato in luce la presenza di due poderosi muri interrati che coincidono perfettamente con l'ampiezza della peschiera dedotta dalla comparazione con le cartografie storiche. Lo scavo ha messo inoltre in luce, in corrispondenza del chiusino di controllo dell'acqua, la presenza di una cisterna voltata in mattoni e di una conduttura sempre in mattoni per lo scarico dell'acqua nel canale posto al di là del muro di cinta. Per recuperare la memoria dell'elemento della peschiera, l'area del prato, coincidente con il perimetro, è stata leggermente ribassata (7).



Legenda:
1a - Fontana di Nettuno
1b - Fontana di Anfitrione
2 - Magnolia grandiflora: esemplari ad alto fusto appartenenti ai primi decenni del Novecento.
3 - Giardini segreti: la loro forma ricorda il labirinto. In ogni periodo dell'anno una parte di questi giardini è in fiore.
4 - Siepe di Bosso come elemento di separazione dai giardini segreti.
5 - Giardino geometrico: il tracciato delle aiuole nasce dal rapporto scenografico con il fronte della villa.
6 - Edicole palladiane: riferimento prospettico per il tracciato dei sentieri principali.
7 - Perimetro della peschiera seicentesca ora interrata.
8 - Canaletta: elemento d'acqua che segna il passaggio del giardino nel paesaggio agrario.

 Apertura:

Orari:

dal 1° marzo al 31 ottobre: sabato domenica e festivi 10.00 – 12.30 e 15.00 – 19.00

dal 1° novembre al 28 febbraio: sabato, domenica e festivi 09.30 – 12.30 e 15.00 – 18.30.

I giorni e gli orari di apertura potranno variare in occasione di mostre temporanee che vengono ospitate durante l'anno all'interno della villa. Altri giorni possibilità di apertura previa prenotazione.
 

chiusura: 25 dicembre

 

 

Biglietto d’ingresso:
Intero: € 3,00
Ridotto: € 1,50 euro (under 18, over 65, soci FAI, soci TCI e gruppi superiori ai 25 pax)
Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa, guide turistiche con patentino
Scuole: € 1,50 euro (insegnanti gratuiti)

In occasione di mostre il costo del biglietto può subire variazioni.

Frattacard

Biglietto unico: € 6,00 (validità un anno)

Per la visita ai musei di Fratta Polesine: Villa Badoer, Casa-Museo Giacomo Matteotti, Museo Archeologico Nazionale

Visite guidate: Si prevedono visite guidate per i singoli visitatori, il sabato e la domenica, alle 11.00  alle 16.00. Costo  € 3,00 a persona.
Le modalità di visita potranno variare in occasione di mostre temporanee che vengono ospitate durante l’anno all’interno della Villa.

Servizio guida per Gruppi (max 25 pax) su prenotazione: Visita guidata a Villa Badoer: € 75,00

Gruppi scolastici (max 25 pax) su prenotazione: Visita guidata a Villa Badoer: € 65,00

 
Per informazioni ingressi e prenotazioni
Aqua S.r.l.
cell. 366 3240619
e-mail:  info@aqua-deltadelpo.com    info@villabadoer.it



 

Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine

Il Museo rappresenta il punto di arrivo di oltre quarant’anni di ricerche nel Polesine, la sede che raccoglie le importanti testimonianze dei villaggi della tarda Età del bronzo sorti lungo l’antico corso del Po.
Il nucleo principale dell’esposizione è costituito dai ritrovamenti di un complesso archeologico oggi ritenuto fra i più rappresentativi a livello europeo per l’Età del bronzo finale (XII - X secolo a.C.), quelli del villaggio di Frattesina e delle sue necropoli, individuate nelle località Narde e Fondo Zanotto.
Il percorso di visita prevede vari momenti di approfondimento volti ad offrire un’esperienza conoscitiva di grande valore, una fonte di interesse non solo per un pubblico esperto ma anche per coloro che per la prima volta si accostano all’archeologia.
Ulteriori informazioni >>


Orario apertura: 8.30 - 19.30
tutti i giorni, festivi compresi.

Chiusura biglietteria ore 19.00
Costo biglietto € 3.00


Informazioni
Tel. +39 0425 668523
 

 



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