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Prodotti tipici

RADICCHIO DI CHIOGGIA I.G.P.


DESCRIZIONE:

RADICCHIO DI CHIOGGIA I.G.P.Il radicchio di Chioggia (in dialetto chioggiotto “radicio de Ciosa”) ha fo­glie grandi e rotondeggianti, di colore rosso più o meno intenso e di sapo­re dolce o leggermente amarognolo, che compongono un grumolo di for­ma sferica, talora schiacciato all’api­ce, che richiama proprio la forma della rosa, da cui l’appellativo rosa di Chioggia.
La nervatura centrale delle foglie è di colore bianco, mentre le nervature secondarie sono più evidenti. Il ra­dicchio di Chioggia IGP, maturo, ido­neo alla vendita e al consumo fresco deve presentarsi esente da macchie, da bruciature o da attacchi di roditori, pulito, tagliato, di aspetto fresco, pri­vo di umidità esterna anormale, privo di odori o sapori estranei.
Nelle due tipologie: precoce (aprile-luglio) e tardiva (settembre-marzo), a seconda del periodo di raccolta, si produce con piante della famiglia del­le Asteraceae, genere Cichorium, spe­cie intybus, varietà silvestre.


L'AREA TIPICA

La zona di produzione del radicchio di Chioggia, tipologia tardivo, ricade nell’ambito delle province di Vene­zia, Padova, Rovigo, e in particola­re nell’intero territorio dei seguenti comuni: a Cavarzere, Chioggia e Cona in provincia di Venezia; Correzzola e Codevigo in provincia di Padova e Ariano Polesine, Loreo, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po in provincia di Rovigo.

Il radicchio di Chioggia, tipologia pre­coce, viene prodotto all’interno dei comuni litoranei di Chioggia e Roso­lina, dove le particolari condizioni pe­do-climatiche consentono di esaltarne le peculiari caratteristiche.


BIOLOGIA, ECOLOGIA E STORIA:

Gli storici ritengono che il radicchio abbia origine orientale, introdotto nei territori della Repubblica di Venezia verso la fine del Quattrocento e col­tivato dal XVI secolo, inizialmente in provincia di Treviso.
Le varietà di radicchio oggi coltivate derivano da ibridazioni spontanee, se­lezione naturale e selezione massale degli orticoltori, con significative dif­ferenziazioni morfologiche.
Pubblicazioni degli anni ‘30 docu­mentano la coltivazione di tipologie di radicchio, derivate dalla varietà Rosso di Treviso, da selezioni e pro­ve sperimentali, avviate dai produttori dell’area litoranea veneta, negli orti lagunari, fra le provincie di Venezia e Rovigo. Il radicchio di Chioggia assun­se importanza commerciale verso la metà del XIX secolo e dagli anni ‘60 in poi, si diffuse anche in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Puglia.


STAGIONALITÀ:

Il radicchio, Cichorium intybus, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Composite. Esistono diverse cultivar, che permettono di raccogliere e consumare il prodotto quasi tutto l’anno.


DA SAPERE:

Dove la nuova terra che il Po e i suoi affluenti hanno portato da tutte le Alpi e dalle alte pianure della Val Padana, unendo le caratteristiche dell’Ovest alle peculiarità dell’Est, le arenarie degli alti monti, alle formazioni mo­reniche e ai terreni alluvionali, dove questo crogiuolo amalgamato lenta­mente dal Po, si congiunge al placido Adriatico, incorporando le dune fossi­li, lì la natura benigna fa sviluppare il radicchio di Chioggia IGP, più sapido di tutti quelli coltivati nel mondo. La peculiarità di questo ortaggio sta nelle sostanze che gli conferiscono il colore rosso vivido: le antocianine che, rien­trando nel gruppo dei phitochemicals, esercitano una funzione protettiva nel nostro organismo. Nella pianta queste molecole hanno la funzione di assor­bire i raggi ultravioletti, dannosi per il materiale genetico e per le proteine della cellula vegetale. Mangiando i radicchi, queste molecole esercitano una analoga funzione protettiva, all’in­terno dell’organismo umano, nei con­fronti dei radicali liberi e degli agenti ossidanti che sono all’origine dell’in­vecchiamento cellulare.
Il caratteristico sapore amarognolo è dovuto ai guaianolidi. Queste mole­cole hanno funzione antinfiammato­ria, vasoprotettiva e coloretica, con i conseguenti effetti depurativi ed epa­toprotettivi. Proprietà che possono ri­velarsi molto utili dopo diete partico­larmente ricche di grassi. Il radicchio di Chioggia IGP è un buon antiossidante e ha effetti positivi sulla memoria.
Infiniti gli usi culinari di questo ortag­gio. Può essere consumato sia crudo che cotto: si possono preparare insa­late miste, pinzimoni, risotti, oppure lo si può cucinare ai ferri o saltato in padella o come base per molte altre preparazioni gastronomiche.
Se mangiato crudo, in insalata, dà il massimo delle vitamine, cotto nei più svariati modi può soddisfare i palati più esigenti.

È un vegetale composto d’acqua, poco calorico (circa 12 Kcal per 100 grammi di prodotto), ricco di protei­ne, potassio, fosforo e calcio. È ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali: quando si acquista, le foglie non de­vono essere appassite o troppo ba­gnate; il contenuto vitaminico dipen­de, infatti, dalla maggiore o minore freschezza.
 


LEGISLAZIONE:

Il termine indicazione geografica pro­tetta IGP, indica un marchio di origine, attribuito a prodotti agricoli e alimen­tari, per la qualità o caratteristica, le­gata all’origine geografica. Il radicchio di Chioggia IGP si produce nella speci­fica area geografica delle provincie di Padova, Rovigo e Venezia. I produttori aderenti al consorzio si attengono a ri­gide regole stabilite nel disciplinare di produzione, il cui rispetto è garantito dall’organismo di controllo CSQA di Thiene (VI).
Il sigillo del consorzio di tutela con­traddistingue l’autentico radicchio di Chioggia IGP e riporta il nome e l’im­magine del prodotto, il bollino blu co­munitario e il logo dell’organismo di controllo.


MERCATO DI RIFERIMENTO:

Mercato Ortofrutticolo di Rosolina
Via Po Brondolo, 43 - 45010 Rosolina (RO)
Tel. 0426 664029 - 0426 340261
Vendita all’ingrosso e al dettaglio: da lunedì a venerdì - mattino e pomeriggio




Gastronomia:

RADICCHIO AI FERRI

Procedimento
Tagliate il cespo a metà o anche in tre parti e fatelo cuocere ai ferri o con griglia elettrica, per 6 minuti, ungendolo di olio con sale e pepe.
Fate attenzione che non annerisca per bruciature, perché dannose alla salute.



SUGO PER PRIMI

Procedimento
Far appassire mezza cipolla in un po’ d’olio e versarvi sopra il radic­chio tagliato molto ne. Far cuo­cere per 6-10 minuti a fuoco vivo mescolando continuamente. Sale a ne cottura. Ideale anche per pa­sta, risotto e pasticcio.



RADICCHIO IN TEGLIA

Procedimento
Tagliare la parte superiore, circa 2 centimetri, di un cespo compatto, lavarlo energicamente e lasciarlo gocciolare. Porre i cespi con la ra­dice all’ingiù e la parte tagliata ver­so l’alto, in una teglia d’acciaio o non aderente. Mettere il coperchio e lasciare cuocere a fuoco molto basso per 15 minuti, aggiungere una sottiletta di formaggio sopra ogni cespo, alzare il fuoco e lascia­re evaporare l’acqua che si è for­mata. Piatto economico, gustoso e anche di effetto visivo per una cena leggera.



ANGUILLA CON RADICCHIO DI CHIOGGIA SU CREMA DI FAGIOLO DELL'OCCHIO

Radicchi e anguillaIngredienti (per 10 persone)
Anguille del Delta 2000 gr., fagioli dell’occhio 500 gr., radicchio di Chioggia 400 gr., ricotta 300 gr., sale 3 gr., pepe 1 gr., un uovo, vino ros­so 100 gr., cipolla 100 gr., sedano 60 gr., carota 60 gr., olio d’oliva 100 gr., burro 50 gr.

Procedimento per l’anguilla
Spellare l’anguilla, fare dei filetti, battere leggermente con l’aiuto di carta oleata, salare, pepare, adagia­re molto vicini tra loro, sopra a pelli­cola film, mettere al centro il ripieno, chiudere aiutandosi con la pellicola a fagottino ben stretto. Avvolgere in alluminio e cuocere in fumetto di pe­sce per 15 minuti.

Procedimento per la crema di fagioli
Mettere i fagioli a bagno per 12 ore in acqua fredda. Soffriggere seda­no, carota, cipolla a pezzetti in olio
d’oliva, aggiungere i fagioli coprire con acqua e far cuocere. Frullare, passare al setaccio fine per elimi­nare le bucce, emulsionare con olio d’oliva.

Procedimento per il ripieno
Soffriggere poca cipolla con burro, aggiungere il radicchio di Chioggia a listarelle, salare, pepare, bagnare con vino rosso, lasciar stufare. Raf­freddare, aggiungere la ricotta e l’uovo intero, amalgamare.

Presentazione del piatto
Mettere sul piatto caldo la crema di fagioli, adagiare l’anguilla, guarnire con pezzetti di pelle d’anguilla es­siccati in forno.

Vini consigliati
Lessini Durello Spumante metodo classico DOC




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