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Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine

Museo Archeologico Nazionale di Fratta Pol

Il 21 febbraio 2009 è stato inaugurato il Museo che si trova nelle barchesse di Villa Badoer. Il percorso museale  inizia con un'introduzione alla fase archeologica del Bronzo finale (XII - X secolo a.C.) in Europa ed in particolare in Veneto, presentando una selezione significativa di rinvenimenti veneti sia di natura abitativa che funeraria.
Per la realtà polesana vengono illustrate le testimonianze dei villaggi sorti lungo le rive dell'antico corso del Po - in particolare il villaggio di Frattesina - e le immagini ricostruttive della flora e della fauna dell'epoca.

Il villaggio di Frattesina - la vita quotidiana
Il villaggio, che si estendeva per oltre 20 ettari lungo la riva destra dell'antico corso del Po, con una fitta distribuzione di capanne che presuppone una popolazione di centinaia di abitanti, costituisce un esempio di eccezionale vitalità nel panorama europeo dell'epoca.
La capanna rappresentava il fulcro della vita familiare.
Al suo interno era posto il focolare, punto di incontro e di convivio.
Attività domestiche principali erano la preparazione degli alimenti, la filatura e la tessitura.
Presso le capanne si svolgevano anche attività artigianali più complesse, quali la lavorazione del vetro, dei metalli e dell'osso/corno.
I tessuti erano realizzati con fibre vegetali e animali con un telaio verticale; gli oggetti di ornamento quali fibule, bracciali e anelli erano realizzati principalmente in bronzo, mentre in vetro e in preziosissima ambra del Baltico erano le perle per collane. È inoltre documentato l'utilizzo di pettini in osso/corno o in avorio d'importazione.


Le attività artigianali

LA CERAMICA
Museo Archeologico Nazionale di Fratta PolNell'ambito del villaggio sono documentate importanti produzioni artigianali destinate non solo al consumo locale ma anche all'esportazione, che sottolineano l'eccezionalità di Frattesina ed il suo ruolo egemone nell'area padana.
L'attività dei vasai è attestata da migliaia di frammenti ceramici pertinenti a vasi ed oggetti funzionali alla filatura e tessitura.
Si utilizzava argilla reperita localmente e modellata a mano o a stampo, senza l'uso del tornio.
Le decorazioni più frequenti erano realizzate ad incisione, impressione o a cordoni applicati.

La cottura avveniva a temperature comprese tra 600°C e 800°C, utilizzando probabilmente fornaci a struttura orizzontale.

LA LAVORAZIONE DELL'OSSO E DEL CORNO
La lavorazione dell'osso animale e del corno è una delle principali e meglio rappresentate a Frattesina.
Viene usato soprattutto il palco di cervo per le sue particolari proprietà: compattezza, flessibilità, resistenza.
I cervi, ben presenti nella fauna locale, perdono naturalmente il palco una volta all'anno offrendo una notevole quantità di materia prima.
In corno si realizzavano vari tipi di utensili e di oggetti di ornamento o connessi all'abbigliamento.

LA METALLURGIA
L'artigianato metallurgico è documentato da 4 ripostigli da fonditore, numerosissimi stampi in pietra (oltre 60) e centinaia di oggetti finiti (ornamenti, utensili e armi).
Sebbene prevalga largamente il bronzo (lega al 90% circa di rame e al 10% di stagno), importato in lingotti, sono lavorati anche il piombo e l'oro, rarissimo in Italia in questa fase.

UNA NUOVA TECNOLOGIA IN EUROPA, IL VETRO
La lavorazione del vetro è testimoniata dalla presenza di crogioli, blocchetti di vetro, scarti di lavorazione e migliaia di perle: un insieme unico nell'Europa della tarda età del bronzo.
Probabilmente il vetro era prodotto con materie prime locali, quarzo ricavato da sabbie, coloranti come rame e cobalto e sostanze fondenti (potassa e soda da
ceneri vegetali).

La circolazione dei metalli
Museo Archeologico Nazionale di Fratta PolTra i metalli quello che svolge il ruolo più importante negli scambi è il rame, proveniente dai giacimenti del Trentino e della Toscana; da questi, o forse dalla Sardegna, potrebbe provenire anche il piombo.
Meno diffusi sono lo stagno, presente in Toscana, e l'oro, che potrebbe provenire da giacimenti alpini.

La circolazione dei prodotti pregiati
Alcuni materiali rinvenuti nell'abitato, quali ad esempio l'ambra dalle coste del Mar Baltico, l'avorio di elefante e le uova di struzzo dall'Africa del nord o dalla Siria e i frammenti di ceramica di tipo miceneo, documentano l'esistenza di scambi ad ampio raggio, nei quali Frattesina doveva costituire un centro di particolare vitalità.

Le necropoli di Frattesina
Le ricerche archeologiche hanno individuato due necropoli pertinenti all'abitato di Frattesina.
La prima, scoperta nel 1977, è quella di Fondo Zanotto, a circa 500 m a sud-est dell'abitato.
La seconda, quella di Narde, è stata scoperta nel 1985 in un'area posta a 700 m a nord-ovest di Frattesina, lungo la sponda opposta del fiume.

La necropoli di Narde
Le campagne di scavo hanno portato alla luce oltre 600 sepolture prevalentemente ad incinerazione databili all'età del bronzo finale (XII - X secolo a.C.) e alla prima età del ferro (IX secolo a.C.).
L'insieme delle sepolture formava un grande tumulo artificiale lungo circa 30 m.
Nel 2004 è emersa un'altra area funeraria a 150 m a sud-est della prima, che ha restituito altre 240 sepolture e l'area destinata ai roghi funebri (ustrinum).

La necropoli di Fondo Zanotto
Le campagne di scavo hanno portato alla luce 150 sepolture, sempre databili all'età del bronzo finale/prima età del ferro (XII-IX secolo a.C.), organizzate in tre gruppi, secondo uno schema di deposizione a più livelli, quasi completamente sovrapposti.
Quasi tutte le sepolture presentano il rito dell'incinerazione, ad eccezione di poche tombe a inumazione, solitamente prive di corredo.


I rituali funerari dell’età del bronzo finale

L'INCINERAZIONE
Il corpo del defunto veniva posto sulla pira funebre con le vesti e gli ornamenti, come testato dalla condizione degli elementi metallici deformati dal calore.
Le ossa combuste venivano raccolte e deposte all'interno dei cinerari, solitamente costituiti da vasi in terracotta di forma biconica coperti da una scodella capovolta.

L'INUMAZIONE
In entrambe le necropoli sono state individuate alcune sepolture di individui deposti  nella nuda terra, secondo il rituale inumatorio, spesso privi di corredo, forse identificabili come defunti di rango servile o semplicemente differente.

Contatti

Via G. Tasso n.1
45025 Fratta Polesine

tel. +39 0425 668523

e-mail: sar-ven.museofratta@beniculturali.it

Sito web: www.facebook.com/MuseoArcheologicoFrattaPolesine

www.archeopd.beniculturali.it

www.smppolesine.it

 

 

 

 





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