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Rovigo


Cen.Ser.

Il vecchio zuccherificio, ubicato tra il centro di Rovigo e il fiume Adige a ridosso della linea ferroviaria Padova - Bologna, nasce nel 1906 ad opera della Società Italiana per l'industria dello Zucchero e rimane operante fino al 1978, quando la società fallisce e l'intera area viene venduta. Nel 1991, con la costituzione del Centro Servizi, inizia un processo di recupero e trasformazione d'uso degli immobili e dell'area circostante che permette la nascita di un‘importante area fieristica ed espositiva oltre che convegnistica, nonché di un centro universitario collegato alle vicine Università di Padova e Ferrara. Gli interventi operati hanno rispettato rigorosamente l'architettura della vecchia fabbrica, mantenendo a tutta altezza il corpo centrale dell'ex-zuccherificio in cui si svolge l'attività espositiva; solo nelle ali laterali è stato suddiviso su tre piani collegati tra di loro da un sistema di rampe in metallo.

Indirizzo e località
Viale Porta Adige, 45
45100 Rovigo



Colonna con il Leone di San Marco

Il 6 febbraio 1508 il consiglio cittadino decise all’unanimità di erigere nella piazza Maggiore la colonna con il simbolo della Serenissima.
Dopo varie vicissitudini, il monumento venne realizzato solo nel 1519 ad opera di un certo Antonio Scarpagnin, come tramandano i documenti dell’epoca.
Il monumento si trova dov’era collocato in origine, secondo cronache dell’epoca il leone era ornato d’oro. Sul basamento si trovavano gli stemmi della città e del podestà Giovanni Corner.
Nel XVIII secolo divenne punto d’incontro dei commercianti che vi costruirono intorno alcune botteghe. I simboli di Venezia, Leone e stemma dei Corner, furono rimossi il 12 maggio 1797 dalle truppe francesi giunte a Rovigo. Più tardi, nel 1818, la colonna necessitò di essere restaurata e molti anni dopo, nel 1881, venne rifatto il Leone, opera di Natale Sanavio.

Indirizzo e località
Piazza Vittorio Emanuele II
45100 Rovigo



Giardini e piazza Matteotti

Negli ultimi anni, il centro storico cittadino è stato oggetto di un’importante opera di riqualificazione, che ha interessato anche l'area del castello con i giardini e piazza Matteotti, con posa di lastroni per creare una platea attorno al monumento. All’interno dei giardini è collocato il basamento del pennone portabandiera che, proveniente dalla piazza cittadina, fu trasferito nel portico della chiesa della Rotonda dove rimase per circa un secolo prima di trovare la sua definitiva collocazione. Il basamento è decorato con quattro sirene che sorreggono lo stemma del doge Pasquale Cicogna.
Il rifacimento dei giardini ha comportato anche il restauro delle antiche torri del castello: torre Grimani, mozza, alta 21 metri, e torre Donà che, con i suoi 51 metri, è fra le più alte torri medievali in Italia.
Il monumento in bronzo dedicato a Giacomo Matteotti, posto sulla piazza, davanti alle torri, è stato realizzato dall'artista Augusto Murer nel 1978. Un’opera forte, uno squarcio nel silenzio, la mano che si staglia nel vuoto, quasi a voler sottolineare la frase “Uccidete me ma non l’idea che è in me”. Questo è l’omaggio che l’artista ha reso a Giacomo Matteotti, originario di Fratta Polesine, deputato socialista assassinato nel 1924 per aver denunciato i brogli elettorali che portarono al potere il partito fascista.

Piazza Matteotti
Qui si trova il monumento - installato nel 1978,dello scultore Augusto Murer - dedicato al martire socialista Giacomo Matteotti.

Indirizzo e località:
45100 Rovigo



Il Castello e le Torri

Le torri che dominano Piazza Matteotti facevano parte dell’antico castello della città, un fortilizio le cui prime tracce si riscontrano in un documento del 920. All’inizio si trattava di un edificio rudimentale che, nei secoli successivi, fu ampliato e dotato di torri e di cinta muraria.
La struttura sorse su un terrapieno realizzato con il terreno proveniente dalle fosse scavate all’esterno delle mura e a ridosso della riva destra dell’Adigetto.
Torre Grimani, inclinatasi per un cedimento del suolo paludoso, l’imponente mastio quadrangolare alto circa 50 metri, detto torre Donà, nel cui basamento venne ricavata una prigione, e brevi tratti di mura sono tutto ciò che rimane oggi del castello. Alla sommità di torre Donà è visibile il supporto per la campana, che nel 1488 venne trasferita nella torre civica di Piazza Vittorio Emanuele II. Negli ultimi anni il complesso è stato oggetto di un restauro conservativo che ha permesso ai rodigini di riappropriarsi di uno dei più caratteristici spazi della città.



Il ghetto ebraico

Nel 1627 disposizioni veneziane imposero che gli ebrei della città vivessero in un’area delimitata e chiusa, dotata di propria sinagoga per non contaminare la religione dei cristiani.
Così, l’ampia zona compresa tra il convento dei Domenicani e Porta San Bortolo divenne dimora di numerose famiglie ebraiche che, durante il giorno, lavoravano nelle proprie botteghe all’esterno del ghetto, in gran parte situate lungo la vicina Via Cavour, sotto il cosiddetto portico degli ebrei, e la sera facevano ritorno alle proprie case dietro le porte sorvegliate da guardiani.
La sinagoga si trovava al centro del ghetto, dove rimase fino al 1930, quando venne spostata in via Corridoni. Lo spazio originario, dopo la seconda guerra mondiale, divenne lo studio dello scultore rodigino Virgilio Milani.
Solo con l’arrivo dei francesi, nel 1797, ebbe fine la segregazione ebraica a Rovigo e la lapide posta sopra il portale d’ingresso in Via X Luglio venne simbolicamente spezzata a colpi di scalpello.
Fra il 1926 e il 1930, gran parte del ghetto, da tempo abbandonato dalle famiglie ebraiche e fortemente degradato e fatiscente, venne abbattuto e al suo posto fu ricavata Piazza Roma, chiamata poi Piazza Merlin in onore del senatore rodigino. Del ghetto rimane traccia soltanto nella vecchia lapide ora posta sopra l’ingresso di piazza Annonaria, nel lato prospiciente Porta San Bortolo.



Le antiche mura

L’abitato di Rovigo è sorto in epoca antica in un territorio acquitrinoso e paludoso protetto da un sistema di fosse che correvano parallele all’esterno della città.
La necessità di dotarsi di un sistema murario a presidio del centro abitato, si ebbe già dal XII secolo, in quanto il territorio fu oggetto di ripetute contese fra gli Estensi di Ferrara, gli Scaligeri di Verona, i Carraresi di Padova e la Repubblica di Venezia. Nel corso dei secoli il tracciato assunse la forma di un pentagono schiacciato.
Dal XVI secolo le fortificazioni persero progressivamente di importanza e, in molti casi, vennero costruite abitazioni addossate all’interno o all’esterno delle mura.
Oggi rimangono poche tracce visibili di questo antico manufatto di epoca medievale; quelle meglio conservate sono visibili alla fine di via Boscolo: si tratta delle mura che chiudevano il lato meridionale della città.



Monumento a Garibaldi

Nel giugno 1882, dopo la morte dell’eroe dei due mondi, la città di Rovigo volle rendergli omaggio commissionando la realizzazione di una statua equestre a lui dedicata. Nello stesso anno una tragica alluvione dell’Adige devastò la città, così la statua venne commissionata qualche anno più tardi a Ettore Ferrari che riuscì a realizzarla solamente nel 1896. Ferrari chiese che gli fossero corrisposte solo le spese vive per la realizzazione del monumento bronzeo, così gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Un curioso aneddoto, di cui è dubbia la veridicità, vuole che il monumento, destinato alla città di Roma, sia stato portato a Rovigo in quanto l’artista, notoriamente repubblicano, aveva posto sotto le staffe due corone, in disprezzo della monarchia sabauda.

Indirizzo e località
Piazza Garibaldi
45100 Rovigo



Monumento a Vittorio Emanuele II

All’indomani della morte del primo Re d’Italia, avvenuta il 9 gennaio 1878, la comunità rodigina volle rendergli omaggio dedicandogli la Piazza Maggiore e facendo erigere una statua monumentale in suo onore. L’incarico venne affidato all’artista Giulio Monteverde e l’opera fu inaugurata il 25 settembre 1881. Il Re è rappresentato mentre sta esaminando un piano di battaglia appoggiato ad un gabbione da trincea, raffigurati entrambi sulla destra del re. Il monumento risponde ai canoni estetici della scultura ufficiale dell’epoca.

Indirizzo e località
Piazza Vittorio Emanuele II
45100 Rovigo



Piazza Annonaria

Sorto nel 1860 laddove era il settecentesco convento della chiesa di S. Domenico, il mercato Annonario ripropone ancora oggi la pianta originaria del chiostro.
A suo tempo nella cosiddetta "piazzetta" si trovava, fra le altre botteghe, il forno comunale del pane, secondo alcuni il migliore della città. Oggi sono presenti alcuni negozi di generi alimentari, frutta e verdura e oggetti per la casa, e l'unico di pesce fresco rimasto in città, dopo la chiusura della pescheria.

Indirizzo e località
Piazza Annonaria
45100 Rovigo



Piazza Duomo

E' uno spazio relativamente ampio che appare, in una veduta prospettica di Rovigo del 1670 circa, più ristretto poichè davanti al Duomo sorgeva il battistero, piccola struttura di cui si ha notizia a partire dal XIII secolo, anche se la sua origine è da ritenersi più antica. Con la riedificazione del Duomo, alla fine del '600, si rese necessario un ampliamento dello spazio antistante e nel 1737 il battistero venne abbattuto. Al civico 2 della piazza sorge Palazzo Manfredini, la cui epoca di costruzione rimane incerta tra il XVI e il XVIII secolo. Nel secondo dopoguerra la piazza conobbe ulteriori trasformazioni, anche con l'edificazione del vicino Liceo-ginnasio che riporta in facciata un mosaico opera dell'artista rodigino Virgilio Milani.

Indirizzo e località
Piazza Duomo
45100 Rovigo



Piazza Garibaldi

Sorse nel 1809 a seguito della demolizione della chiesa di S. Giustina, la cui pianta è visibile sul lastricato al centro della piazza; divenne mercato delle erbe e della frutta e successivamente vi fu posta la statua di Giuseppe Garibaldi, inaugurata nel 1896.
Su Piazza Garibaldi si affacciano il palazzo della Camera di Commercio e il caffè della Borsa, mentre nella sua parte terminale si vedono Palazzo Ravenna, il Teatro Sociale e Palazzo Silvestri.

Indirizzo e località:
Piazza Garibaldi
45100 Rovigo



Piazza Merlin

Già Piazza Roma, è oggi dedicata a Umberto Merlin politico e sindaco di Rovigo. Al centro si trova una grande fontana circondata da alberi. La piazza è delimitata dal mercato coperto che si appoggia a quanto resta degli edifici del Ghetto, demolito nel 1930, mentre di fronte si può ammirare la quattrocentesca Porta San Bortolo, l’unica sopravissuta di quelle che si aprivano sulle antiche mura della città.

Indirizzo e località:
Piazza Merlin
45100 Rovigo



Piazza Vittorio Emanuele II

L’antica Piazza Maggiore, destinata fin dalle origini alle attività civili e commerciali della città, era circondata dai caratteristici portici già nel XIII secolo, e conserva ancor'oggi l’impronta urbanistica ricevuta in epoca medievale.
Racchiusa nel lato settentrionale dalla quattrocentesca Loggia dei Notari, ora sede del Municipio, un tempo era delimitata nel lato meridionale dal palazzo del Visconte, ora non più esistente. A fianco della Loggia, la Torre dell’Orologio ricostruita nel 1790, nella quale fu inserita la campana del mastio del castello. Sul listón, pavimentato nel 1506, si erge il monumento a Re Vittorio Emanuele II, scolpito da Giulio Monteverde nel 1881. Nella piazza si affacciano vari palazzi signorili: Palazzo Roverella, oggi sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, di epoca rinascimentale, Palazzo Roncale risalente al 1555, il Palazzo dell’Accademia dei Concordi; sullo sfondo il palazzo del corpo di guardia austriaco del 1853 e la colonna in pietra d’Istria del Leone di San Marco, risalente al 1519, innalzata a favore della Repubblica Veneta e ricostruita nel 1881 dopo l’abbattimento da parte dei francesi nel 1797.

Indirizzo e località
Piazza Vittorio Emanuele II
45100 Rovigo



Piazza XX Settembre

Qui nell'800 si svolgeva il mercato bovino; su questa piazza si affaccia la chiesa della Beata Vergine del Soccorso (detta la Rotonda).

Indirizzo e località:
Piazza XX Settembre
45100 Rovigo



Porta San Bartolomeo

Con quella di Sant’Agostino, Porta San Bartolomeo, costituisce l’altra nonché meglio conservata testimonianza delle antiche vie di accesso alla città. Marin Sanudo ricorda che 1483 la porta era in fase di restauro dopo i danni causati dalla guerra del Sale.
La porta si affaccia sull’attuale piazza Merlin mettendo in comunicazione il centro cittadino con il quartiere di San Bartolomeo, da cui deriva il suo nome.
La struttura era originariamente sormontata da una merlatura, successivamente sopraelevata nel 1639, di cui rimangono visibili le tracce. In quell’anno il podestà Vittorio Correr fece collocare sulla torre un orologio con due quadranti affacciati verso l’interno e l’esterno della città.
Nel sottoportico alcuni rilievi marmorei riproducono gli stemmi del doge Giovanni Mocenigo e di Giosafat Barbaro, capitano e provveditore del Polesine.



Porta Sant'Agostino

Il nome deriva dall’antica chiesa di Sant’Agostino, annessa al convento degli Eremitani, che un tempo sorgeva in loco e abbattuto nel 1772 per costruire il nuovo Seminario diocesano.
Poco lontano sorgeva il Portello, demolito nel 1824, che, come suggerisce il nome, doveva essere una porta di più modeste dimensioni.
Non sono emersi documenti in grado di datare la costruzione della Porta, mentre è certo il rifacimento operato nel 1713, che ha conferito al monumento la caratteristica terminazione a curve contrapposte. Nel 1983, nel corso di un nuovo restauro, l’antica scritta ormai illeggibile “Porta Divi Augustini” sopra la facciata interna, fu sostituita con l’attuale “Porta Augustina”.
L’antica cinta muraria era caratterizzata da numerose porte, torri merlate e torrette a presidio della città e tra questa e quella di San Bortolo si può ammirare l’ultima torre rimasta, Torre Pighin.
 



Stadio Mario Battaglini

Lo stadio di rugby, costruito nel 1970, porta il nome di Mario “Maci” Battaglini, famoso giocatore negli anni Quaranta del 900 e poi tecnico della squadra locale. La struttura può accogliere 5.500 spettatori ed è tra i migliori impianti dedicati al rugby in Italia. Ha ospitato i protagonisti della palla ovale internazionale e numerosi incontri della Nazionale Italiana. Con un recente intervento, la Tribuna Quaglio si è tinta dei colori sociali della società: il rosso e il blu. Su essa sono, inoltre, ben visibili i volti di due protagonisti del rugby rodigino: Mario Battaglini e Doro Quaglio.

Indirizzo e località
via Alfieri
45100 Rovigo



Torre Pighin

La torre che sorge in via Pighin è l'unica testimonianza delle torri che intervallavano la cinta muraria in epoca medievale. Originariamente la torre era aperta verso l'interno della città poiché aveva finalità esclusivamente di difesa e non abitativa. L'interno era suddiviso in alcuni piani di legno collegati fra loro con scale a pioli.
Nel XVIII secolo, persa ogni funzione militare, all'interno della struttura, si inserì una casa privata attraverso l'aggiunta della parete mancante.
L'edificio rimase abbandonato per alcuni decenni nel secolo scorso, fino al recente restauro che lo ha reso nuovamente abitabile.

Indirizzo e località
via Pighin
45100 Rovigo



 

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