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Lendinara



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Lendinara

Lendinara è un importante e bel paese situato nella parte medio occidentale del Polesine, attraversato dall’Adigetto, un canale irriguo che lo divide in due settori.

Anche se numerosi ritrovamenti archeologici dimostrano che esisteva un insediamento già in età romana, il primo documento storico riguardante la città risale all'870, quando il veronese Uberto Cattaneo ottenne dai carolingi la signoria sul paese, signoria che durò per più di quattro secoli.

I padovani acquistarono la città nel 1283 e la cedettero poi agli Estensi. In questo periodo fu eretto il "Granarone", un grande deposito di vettovaglie e la città si arricchì di chiese e di monasteri; il castello aveva una torre maestra di cinque piani, e una fossa che circondava tutto il paese. Dopo esser stata venduta ai veneziani, per Lendinara il quattrocento fu il secolo d'oro per la cultura e nacque anche la grande scuola dei Canozi, artisti del legno fra cui eccelsero i fratelli Lorenzo (m. 1477) e Cristoforo (m. 1490) autori di pregevolissimi intagli e tarsie lignee. Il fermento culturale caratterizzò anche i secoli successivi tanto che nel settecento Lendinara fu chiamata "l'Atene del Polesine".Tra la fine del Settecento e tutto l'Ottocento la città fu dominata inizialmente dai francesi e successivamente dagli austriaci. Nel 1866 Lendinara entrò a far parte del Regno d'Italia.

Il notevole patrimonio storico-artistico delle chiese cittadine e le antiche architetture nobiliari del centro storico fanno di Lendinara una delle mete turistiche irrinunciabili quando si visita il Polesine. Tra le architetture religiose si ricorda il Santuario della Beata Vergine del Pilastrello (officiata dai Benedettini Olivetani dal 1577) che ospita capolavori d’arte veneta tra il XVI e XVIII secolo; il Duomo di S. Sofia, chiesa di imponenti dimensioni con la sua maestosa torre campanaria; la chiesa di S. Biagio che ad inizio Ottocento ha assunto linee neoclassiche grazie al progetto del lendinarese Giacomo Baccari. E ancora Piazza Risorgimento con il Palazzo Pretorio, la Torre dell’Orologio e la loggia del Palazzo Municipale; il giardino romantico di Ca’ Dolfin Marchiori della seconda metà del XIX secolo. Una passeggiata lungo le rive dell’Adigetto farà scoprire i luoghi della vita del garibaldino Alberto Mario al quale, in maggio, è dedicata la bella rievocazione storica “Arriva Garibaldi” con sfilate di personaggi in costume ottocentesco. Tra altri insigni lendinaresi, si ricorda anche il liutaio Domenico Montagnana, costruttore a Venezia di pregevolissimi violoncelli e violini,in onore del quale ogni anno da settembre si tiene un festival musicale. Prima di lasciare Lendinara non va dimenticato di entrare in una pasticceria o panetteria per acquistare “La Puazza”, dolce tipico a base di mandorle dedicato alla figura marmorea che decora il palazzo Pretorio e che la tradizione locale identifica in un’opera di origine orientale raffigurante la dea Iside.

 

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