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Dune fossili

Le dune si formano lungo le coste sabbiose per l’azione combinata del vento e della vegetazione. Esse sono corpi sabbiosi, di forma allungata disposti parallelamente alla linea di costa. Gran parte di questi sono considerati “fossili”, imputabili cioè a fenomeni già completamente conclusi nel tempo.
Le dune fossili costituiscono per questo motivo delle “istantanee storiche” insostituibili per la comprensione dell’evoluzione del Delta.

Esse rappresentano infatti l’antico confine tra la terra e il mare, prima che il Po, con il trasporto dei detriti verso la foce, costituisse le attuali terre deltizie spostando in questo modo più avanti la linea di costa. Si sono riconosciuti otto cordoni costieri rappresentanti otto periodi storici. Dal più antico (il più occidentale) di età preetrusca (circa 3000 anni fa) rinvenibile nei pressi delle località di Loreo e di Ariano nel Polesine in località Tombe e Tombine. Il più recente (posteriore al 1600 d.C) cordone dunoso si estende nella direzione Fossone (S. Anna)-Caleri fin quasi al Po di Levante con un’altezza massima di 7 metri s.l.m.
Varia la vegetazione arborea: dal pino domestico e marittimo al leccio, dalla farnia alla roverella.

I bei relitti dunosi del Delta del Po si possono riconoscere facilmente nei comuni di Loreo, Rosolina, Porto Viro (Donada), Taglio di Po ed Ariano nel Polesine; essi sono di rilevante importanza sia sul piano geomorfologico, sia sul piano storico, paesaggistico ed ecologico.

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