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Golene

GoleneLe golene sono aree pianeggianti comprese tra il letto di un fiume e l’argine naturale o artificiale e si allagano nei periodi di piena. Sono situate soprattutto lungo il corso del Po, ma altrettanto suggestive - anche se meno numerose - sono quelle dell’Adige, percorribili a cavallo o in bicicletta, Adigetto e Canalbianco.

Golena di Calto
La golena di Calto è situata sotto la strada arginale, di fronte al centro del paese in via Castello. L’area attrezzata è un luogo ideale dove sostare dopo una passeggiata a piedi o in bicicletta, per godersi la pace, la tranquillità, all’ombra di una fitta vegetazione o sulle piccole spiagge in riva al Po.

Golena Sant'AntonioGolene
La Golena Sant'Antonio a Crespino, recuperata dopo anni di abbandono, è dotata di approdo turistico dedicato a Fetonte. In questa meravigliosa cornice sono state valorizzate le specie autoctone ed è stato realizzato un percorso per piacevoli scampagnate ed un area attrezzata con panche, tavoli di legno e focolari in pietra per picnic; è punto di sosta per i camper.

Golena di Bergantino
La vastissima golena di Bergantino, è una zona umida fra la sponda del Po e l’argine maestro, formatasi nel corso dei secoli dall’accumulo di limo, argilla e sabbia. E’ un sito di notevole importanza floro-faunistica, la vegetazione è costituita principalmente da salici bianchi e pioppi neri, alcuni alberi sono ricoperti da una particolare liana che conferisce al bosco un aspetto simile alla foresta tropicale. Moltissimi gli uccelli che si possono ammirare: passeriformi, gabbiani reali, germani, tuffetti, folaghe, gallinelle d’acqua, aironi e garzette. E’ un luogo ideale per passeggiate a piedi ed in bicicletta.

Golena di Bonello
La golena di Bonello era in origine un'isola formata dal corso del Po, poi legata alla terraferma nel XIX secolo grazie ai lavori di bonifica. Territorio di confine tra i comuni altopolesani di Gaiba e Stienta, è in parte coltivata e in parte lasciata alla colonizzazione della vegetazione spontanea. Degno di nota è l’Oratorio di S. Carlo Borromeo del ’600.

 

 

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