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Adria

Adria, alle porte del Delta


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Scheda

Località di partenza:  Adria
Località di arrivo:  Adria
Comuni attraversati:  Adria, Adria

Descrizione

Itinerario7Un'escursione nel Delta del Po, per essere completa, deve prevedere una sosta ad Adria, città dalle antiche origini che diede il nome al Mare Adriatico, rappresentando vari secoli prima di Cristo un porto di primaria importanza. L'antica Adria ebbe dunque a registrare una consistente vivacità commerciale, caratterizzandosi come importante riferimento per Greci ed Etruschi che, con la loro presenza, contribuirono in modo decisivo ad elevare il livello socio-culturale della zona, trovando forme di proficua collaborazione con le popolazioni venete ivi residenti. Risalgono al VI secolo a.C. le prime importanti testimonianze dell'arte greca ed etrusca, presenti con quelle di origine locale nel Museo Archeologico Nazionale: rintracciate soprattutto in necropoli portate alla luce in varie campagne di scavo documentano una continuità dell'importanza della località fino a tutto il periodo romano.

Dai secoli bui del Medioevo Adria riemerse grazie alla presenza della sede vescovile ed alla personalità di alcuni, vescovi­conti che seppero affrancarsi dalla tutela ravennate, ampliando la propria zona di compe­tenza fino a Rovigo. Dal XII secolo la città entrò progressivamente nell'orbita estense fino a quando Venezia, all'inizio del '500, estese il suo dominio sulla maggior parte del Polesine. Anticamente legata al mare da un corso fluviale denominato dagli storici "Po di Adria", a partire dal Medioevo la città si è sviluppata attorno ad un'isola creata da due bracci del Canalbianco, di cui quello meridionale è state interrato ne11936, mentre più a sud è stato scavato per la navigazione interna un nuovo corso che sfocia in Adriatico attraverso il Po di Levante.

La chiesa della Cattedrale, a settentrione, e quella dell'Assunta detta della Tomba, a meridione, costituiscono due importanti punti di riferimento per un itinerario lunge le vie della città alla scoperta di aspetti artistici e di ambienti legati ad originali tradizioni del passato. Più volte riedificata, la Cattedrale ha subito l'ultimo intervento di ricostruzione a cavallo tra il XVIII e XIX secolo. Al suo interno presenta pertanto opere de1l'800, soprattutto affreschi del pittore Sebastiano Santi, mentre di grande pregio sono gli artistici armadi secenteschi della Sagrestia, opera di scultura lignea di Giacomo Piazzetta, provenienti dalla soppressa Scuola della Carità di Venezia. Di grande importanza storica è poi un bassorilievo di arte copta risalente al V secolo: murato sulla terza colonna che divide la navata centrale da quella laterale di sinistra, rappresenta la Madonna in trono con Bambino, tra gli arcangeli Michele e Gabriele. Accostato alla chiesa, sorge un tempio dedicato a S. Giovanni Battista, da cui si ha accesso alla cripta della Cattedrale. In realtà si tratta dell'abside di quella che forse fu la prima chiesa di Adria. Di grande importanza E’ l'affresco degli apostoli che risale al VI-VIII secolo. La cattedrale domina piazza Garibaldi su cui si affacciano vari palazzi di un certo rilievo storico, mentre lateralmente, sorge il Vescovado. Sul retro della chiesa si apre via U. Maddalena che porta verso la stazione ferroviaria, su cui sorgono varie costruzioni edificate nei primi decenni del XX secolo, tra cui spicca Villa Mecenati, realizzata nel 1930, attuale sede del Conservatorio Musicale. Sulla riva sinistra del Canalbianco, in Riviera Matteotti, si innalza l'ottocentesco Palazzo Casellati, mentre oltre il fiume sorge il grande Teatro Comunale realizzato nel 1935 dall'architetto G. B. Scarpari. Nella zona retrostante, sulla sinistra, è ubicato il colorito quartiere Cannaregio, un tempo abitato prevalentemente da pescatori e raccoglitori di canna palustre.La via principale della città e costituita da Corso Vittorio Emanuele, su cui sorgono i più importanti negozi e alcuni palazzi storici, tra cui Palazzo Tassoni, sede del Municipio.

Percorrendo questa via, per la maggior parte destinata ai soli pedoni, troviamo Galleria Braghin, recentemente ristrutturata, Piazzetta Luigi Grotto, dedicata all'umanista del '500 conosciuto anche come il Cieco d'Adria, Piazzetta S. Nicola, dominata dall'omonimo tempio dedicato ai caduti, ricostruito dall'arch. Scarpari e caratterizzato da un ampio portale, preceduto da due grandi leoni in bronzo, opera dello scultore Gaetano Samoggia. Verso la fine della via si aprono i suggestivi Giardini Scarpari, al centro dei quali sorge un'artistica fontana, opera anche questa dello scultore Samoggia. Giungiamo frattanto presso la Chiesa di S. Maria Assunta, detta della Tomba per la presenza di un antico tumulo forse di origine romana. Si presenta con una facciata barocca. realizzata nei primi anni del '700, mentre il campanile è stato eretto nel secolo scorso su disegno di G. B. Scarpari che si è ispirato al campanile di S. Marco a Venezia: la tradizione vuole che la base preesistente sia appartenuta ad un antico faro. All'interno della chiesa, a una vasca battesimale a forma di ottagono, di origine romana con iscrizioni risalenti al secolo VIII; segue una cappella con un pregevole affresco della Madonna del 1400. Di questo stesso secolo famosa è la composizione in terra cotta della Dormitio Virginis, attribuita a Michele da Firenze ospitata nella prima cappella sulla destra. Uscendo dal centro di Adria, imboccando la strada che porta a Loreo e al Mare, sulla sinistra, troviamo il "VII Maria Museum", ricavato dal recupero di un edificio che ospitava un'idrovora ottocentesca azionata dalla forza del vapore.

II piccolo ma ben curato museo e dedicate alla storia della bonifica: nel nome ricorda la denominazione data da Plinio alla zona paludosa che attorniava Adria detta appunto dei Sette Mari o delle Paludi Adriane.

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