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37-Delta del Po
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Villanova Marchesana

Canalnovo - Villanova Marchesana - Papozze


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Scheda

Località di partenza:  Villanova Marchesana
Località di arrivo:  Papozze
Comuni attraversati:  Villanova Marchesana, Papozze

Descrizione

Itinerario 7 Lungo PoLa tappa successiva è nel comune di Villanova Marchesana a Canalnovo, paese sorto sul "canale nuovo" o meglio sul nuovo corso fluviale, attivatosi in seguito alla grande rotta del 1152, che portò grandi sconvolgimenti, tra cui la distruzione dell'abbazia di Gavello. In fuga dalle acque distruttrici, i monaci benedettini trovarono allora rifugio nella nuova borgata, dando vita ad una corte e all'Oratorio di S. Lorenzo, più volte restaurato e divenuto chiesa parrocchiale solo dal 1956, affiancato da uno slanciato campanile costruito dieci anni dopo. A settentrione della chiesa, oltre la strada provinciale, sorge la settecentesca Villa Casaucchio - Drago, affiancata da una grande barchessa con dodici arcate a tutto sesto, alcune delle quali sono state chiuse. Ma il paese è noto soprattutto per l'ampia golena che supera i 30 ettari, nella quale sono state a lungo attive due fornaci, oggi edifici abbandonati, classificati come interessanti esempi di archeologia industriale, in attesa di un impegnativo progetto di recupero e di valorizzazione.
Più semplice è stato attuare un intervento di fruizione di una parte dell'area golenale, adibita ad attracco fluviale e zona ricreativa. La golena, caratterizzata da una rigogliosa vegetazione, costituisce un importante riferimento per la ricca fauna e rappresenta un luogo ideale di rifugio per varie specie di uccelli.

Giungiamo frattanto a Villanova Marchesana, paese che ha assunto questa denominazione dall'antica Villanova Burgellorum (dei Burgelli), dopo che, nei primi anni del '400, divenne proprietà del marchese Nicolò III d'Este. Presso l'argine sorge la Chiesa Parrocchiale, di chiara ispirazione estense, ricostruita alla fine del '700, mentre il campanile risale alla metà del secolo precedente. Proseguendo lungo la strada arginale incontriamo l'ottocentesco Palazzo Daclon, sviluppato in altezza su quattro piani, costruito nel 1834 da un ufficiale francese che, qui giunto al seguito dell'esercito napoleonico, s'invaghì di una bella ragazza del paese a cui volle dedicare l'edificio.
Seguono le monumentali Scuderie di Villa Luisa, costituite da sette arcate a tutto sesto, mentre non c'è più traccia dell'attigua casa padronale abbattuta per necessari lavori di rinforzo dell'argine. E' poi la volta della settecentesca Villa Camerini ora Brogiato, sorta ove un tempo si trovava un monastero dei frati Certosini e tuttora affiancata sul lato orientale da un Oratorio. Lungo l'argine, in località Santi, al confine con il comune di Papozze, si nota la rampa di accesso al traghetto (l'ultimo ormai esistente per tutto il tratto polesano del Po) che collega la sponda veneta con quella emiliana.

Proseguiamo alla volta di Papozze, il paese da cui inizia il Parco del Delta del Po. Il toponimo deriva da Teobaldino Papucius, antico proprietario del territorio che nel XIII secolo cedette una vasta area ai fratelli Querini di Venezia. Ma ben presto la località tornò nell'ambito ferrarese, ottenendo dalla Casa d'Este privilegi rimasti in vigore fino al Congresso di Vienna con l'arrivo degli Austriaci. La storia recente della località è però legata all'alluvione del 1951, in seguito alla quale giunse la decisione di ricostruire, oltre l'argine rinforzato, il nucleo principale del paese, che si trovava in golena.

Decine di edifici di pregevole fattura vennero abbattuti, facendo perdere a Papozze un patrimonio edilizio di indubbio valore storico. Si è salvata la Chiesa Parrocchiale, che già precedentemente sorgeva oltre l'argine di fronte al fiume. L'attuale costruzione risale a metà del XIX secolo, derivata da un progetto dell'architetto veneziano G. B. Meduna, impreziosita da varie opere d'arte, tra cui la Madonna del Rosario, attribuita allo Scarsellino ed una tela raffigurante S. Filippo e S. Giacomo, probabile opera del Garofolo. Di fronte alla chiesa, oltre la golena, sorge la verdeggiante Isola di Mezzano, oggi regno incontrastato della natura, ma abitata fino all'inizio del secolo scorso, come testimonia la presenza della settecentesca Villa Zotti, detta Ca' Mezzano, in stato purtroppo di grave degrado, nota anche per la Cappella dedicata a S. Carlo Borromeo, che qui avrebbe fatto sosta la notte tra il 7 e l'8 febbraio del 1580, durante un viaggio da Milano a Venezia lungo il Po. Seguendo il Po in località Ca' Matte, troviamo un attrezzato attracco fluviale, dotato di scivolo di alaggio, utilizzato dai pescasportivi specie per la pesca del siluro, nonché importante punto di partenza per escursioni nautiche nel Delta, che proprio qui prende vita con il distacco verso sud del Po di Goro dal Po di Venezia.

Giungiamo frattanto nella frazione di Panarella, il cui passato più che a Papozze si lega ad Adria, dato che il paese fin dal XVI secolo entrò a far parte dell'ambito della Serenissima. A Panarella sorge, accostata alla Chiesa Parrocchiale, una nobiliare dimora cinquecentesca, Villa Lardi, ora Zangirolami, la cui facciata, percorsa da due canne fumarie simmetriche, è arricchita da un pronao aggiunto in epoca successiva. Nella villa, secondo la tradizione, nel 1782 sostò Pio VI, calorosamente accolto dalla popolazione festante. Il paese è oggi noto anche per la grande golena, area di primario interesse ambientale, oasi naturalistica gestita dal W.W.F., in parte caratterizzata dal bosco con prevalenza di piante di Salice bianco, e in parte dominata da zone palustri, con la presenza di Cannuccia di palude, Tife e Menta acquatica. Qui troviamo vari tipi di rane ed uccelli, quali il Tarabuso, il Tuffetto, l'Airone cenerino, la Nitticora, il Falco di palude, il Cardellino ed altri, che hanno scelto il luogo come loro rifugio stabile.

E' facile comprendere come, in questo ambiente tanto suggestivo e stimolante, si sia sviluppata, a metà del secolo scorso, l'originale idea realizzata dal prof. Luigi Salvini di dar vita alla "Repubblica di Bosgattìa"; un'iniziativa protrattasi per vari anni che ha coinvolto uomini di cultura di mezza Europa in un progetto di vita libera all'aria aperta. Un'anticipazione degli ideali naturalistici e paesaggistici ricercati da quanti, sempre più numerosi, si apprestano ad apprezzare gli itinerari lungo il grande fiume d'Italia.
 

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