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Canaro

Occhiobello - Canaro - Polesella


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Scheda

Località di partenza:  Occhiobello
Località di arrivo:  Polesella
Comuni attraversati:  Occhiobello, Canaro, Polesella

Descrizione

Itinerario 5 Lungo PoProsegue frattanto l'itinerario alla volta di Occhiobello, paese che fa derivare il suo nome da un "bel colpo d'occhio" sul Po, panorama immortalato da molti pittori e sempre apprezzato dai naturalisti. Anche qui il primo incontro è con la golena, oggi silente compagna del fiume, ma un tempo animata per la presenza di varie attività legate alle acque. Proprio questo luogo ispirò alcune importanti pagine di Riccardo Bacchelli, che nel suo celeberrimo "Il mulino del Po" ebbe a tratteggiare la solerte attività locale dei costruttori di barche e mulini. Questi ultimi, a centinaia, da Melara alla foce, utilizzavano la forza motrice dell'acqua, svolgendo un importante ruolo economico e legandosi, in alcuni casi - come quello di Carlo Cavriani di Occhiobello - a vicende di storia patria, specie da quando il Po, dopo il Congresso di Vienna, divenne confine tra il Veneto controllato dagli Austriaci e lo Stato Pontificio più permeabile alle idee patriottiche. Amore e timore: sentimenti che qui si intrecciano più che in ogni altro luogo nei confronti del fiume: proprio ad Occhiobello, in località Bosco e Malcantone, il 14 Novembre 1951 si originarono le falle della grande rotta che allagò il Polesine. Un monumento ricorda la tragedia avvenuta oltre mezzo secolo fa, testimoniando la volontà di agire con determinazione per la sicurezza idraulica di tutto il Polesine.

Lasciamo frattanto la golena per raggiungere il centro del paese, dominato dalla facciata settecentesca della Chiesa di S. Lorenzo, opera di Vincenzo e Angelo Santini. All'interno artistici confessionali ed il coro, attribuiti alla scuola del Brustolon, mentre mancano gli affreschi perché il tempio è stato gravemente danneggiato (come il campanile poi ricostruito ex novo) durante un bombardamento alleato nel periodo conclusivo della seconda Guerra Mondiale. Ci portiamo sulla strada Eridania per raggiungere Villa Savonarola, un tempo residenza di campagna dell'importante famiglia ferrarese, nelle cui stanze avrebbe dimorato il giovane Girolamo, divenuto poi noto come frate integerrimo e animatore a Firenze di una stagione politica culminata con la sua condanna al rogo. Oggi la costruzione è stata trasformata in importante complesso alberghiero. Adiacente alla villa sorge l'Oratorio di S. Gaetano in stile tardo barocco, mentre all'interno della corte, inglobata in un rustico, si erge la torre colombara.

La strada, che congiunge Occhiobello con la frazione S. Maria Maddalena, negli ultimi decenni ha visto sorgere ai suoi lati decine di attività commerciali di rilievo, attrezzate per offrire i prodotti più disparati, sfruttando in particolare la vicinanza di Ferrara, che sorge qualche chilometro oltre il ponte sul Po. Recente è la costruzione della Chiesa Parrocchiale di S. M. Maddalena, realizzata nel 1952 dall'arch. G. B. Scarpari di Adria. L'itinerario prosegue lungo il fiume, contenuto da argini consistentemente rinforzati negli ultimi cinquant'anni al fine di scongiurare il rischio di alluvioni. Il Po scorre lambendo spesso aree boschive, mentre a sinistra, nella campagna, possiamo individuare il lineare profilo della cinquecentesca Casa Arioste.

Per qualche chilometro lungo la sponda polesana domina la campagna punteggiata da varie abitazioni, finché giungiamo alla borgata di Paviole, nel comune di Canaro, ove, armoniosa ed elegante, si erge Villa Martelli Piccioli, settecentesca costruzione il cui corpo centrale è impreziosito da trifore sovrapposte. Con una digressione possiamo portarci fino al centro di Canaro, indicato dal campanile, presso cui sorge la Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Sofia, costruita alla fine del '600 sovrastata da un timpano ricurvo, nota in particolare per "l'Ultima cena" scolpita su un paliotto d'altare in marmo di Carrara.

La via più breve per riprendere la strada arginale ci indica di portarci al vicino paese di Garofolo, noto per aver dato i natali al pittore Benvenuto Tisi detto il Garofalo, artista tra i più apprezzati della scuola ferrarese del '500, indicato anche come il "Raffaello ferrarese". Procedendo lungo l'argine siamo attratti da alcune costruzioni che sorgono nella sottostante campagna, tra cui una di sicuro pregio recentemente restaurata, Villa Breda, detta il Palazzo - anticamente forse una corte benedettina - i cui interni sono stati attrezzati con i più moderni apparati per ascoltare e registrare musica, dando vita all'Umbi Club, utilizzato anche dal cantante Zucchero per prove e registrazioni, nonché per momenti di svago lungo il Po.

La tappa successiva è a Polesella, paese che dalla fine del '400 registrò un improvviso sviluppo in seguito al passaggio dalla Signoria estense alla Serenissima dopo la Guerra del Sale (1482-84). Venezia ne fece un importante porto fluviale, reso strategico anche dalla presenza della Fossa, corso d'acqua che, partendo dal Po, raggiungeva il Canalbianco permettendo di portarsi per vie fluviali in località interne, tra cui Fratta sulle rive dello Scortico.

Fondamentali per la vita del paese le opere di difesa dall'impeto del fiume, che qui disegna un'ansa pericolosa: si tratta dei Sette Moli, ovvero dei massicci pennelli realizzati per rallentare la forza della corrente. Altrettanto importante il Sostegno della Fossa, costruito nei primi del '500 dall'arch. ferrarese Biagio Rossetti al fine di regolare il flusso delle acque del sistema Po - Fossa. Tutto ciò fa però parte del passato, giacché negli anni '50 la Fossa è stata interrata, ottenendo un'ampia via e spazi verdi. Ma la presenza veneziana a Polesella è ancora ben visibile nelle belle ville che dal '500 sono state costruite dalle grandi famiglie nobiliari della Serenissima: Villa Morosini, sul Po, innanzitutto, scenografica e splendida dimora di campagna del doge Francesco Morosini, attribuita all'arch. Scamozzi ed eretta, alla fine del XVI secolo, nei pressi di Borgo S. Maura, che caratterizza la vicina golena; Villa Rosetta-Chiereghin edificata lungo la Fossa alla fine del '600, in cui il corpo centrale è fiancheggiato da due ariosi doppi loggiati, mentre la cappella è attribuita ad un intervento del Longhena; poco oltre, sul lato opposto, sorge la settecentesca Villa Armellini, detta anche delle "Sette Teste" per i sette mascheroni posti in chiave d'arco dei portali centinati; appena fuori del paese Villa Selmi-Serafini, struttura settecentesca caratterizzata da interventi attuati nel primo '800, contemporaneamente alla realizzazione del parco attribuito allo Jappelli, ora adibita a ristorante.

Lungo il tracciato della scomparsa Fossa sorge anche la Chiesa Parrocchiale, inaugurata nel 1735. Il recente restauro operato dall'Amm. Com. ha permesso il recupero dell'originale fisionomia architettonica dell'antica abside della chiesa degli Agostiniani, per il resto distrutta nel 1892 da un ciclone, così come il cinquecentesco Palazzo Grimani. Il locale recuperato è ora fruibile al pubblico come sala civica.

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